Bono, della Sogin, parla di disinformazione sul nucleare, ma ad essere disinformato è lui

Pessima figura del direttore della comunicazione dell’azienda che rilascia delle dichiarazioni, sullo smantellamento delle centrali nucleari, ma si scopre che non sa quello che dice

Il primo marzo prende ufficialmente il via la primavera meteorologica, segnando l’inizio di un nuovo periodo secondo il calendario climatico, ma per qualcuno, in casa SOGIN, è stata anche la data e l’occasione giusta per non far dimenticare la stagione delle cazzate. Non perché nell’azienda nucleare di Stato facciano o dicono sciocchezze, ma perché spesso accade che chi dovrebbe trasferire dei concetti tramite la comunicazione, per primo dimostra di non saperle quelle cose. Così si verifica il caso che chi baldanzosamente si incammina su questa strada, senza alcuna esperienza nel campo, lo faccia incappando in scivoloni tali che non rendono merito a chi nell’azienda lavora con professionalità.

Il protagonista

Quando ho letto le affermazioni rilasciate a un’emittente radiofonica e riportate da un organo d’informazione, il mio pensiero è andato, immediatamente, alle facce che avranno fatto i tecnici e gli ingegneri che in SOGIN ci lavorano. A rendersi protagonista dell’episodio è stato il direttore del regolatorio, istituzionale e comunicazione della SOGIN, Giuseppe Bono. In una sorta di conte Mascetti – il personaggio del film “Amici miei” – si è lanciato in alcune dichiarazioni che nulla hanno da invidiare a quelle del famoso interprete della pellicola e che potremmo definire come: “una supercazzola dello smantellamento prematuro / con scappellamento di due torri tedesche alte 143 metri / tarapia tapioco / a paragone del camino di Garigliano”! Il direttore in questione nella sua foga di apparire, facendo veicolare la sua immagine per qualche recondito motivo, – che posso immaginare – non si accorge di vanificare l’operato e la credibilità dei molti che lavorano in SOGIN.

Le dichiarazioni rilasciate

Veniamo al punto. Leggiamo la dichiarazione di Bono, riportando fedelmente quanto scritto sul giornale online Il Difforme, il 1 marzo 2025, con il titolo “Nucleare, Bono (Sogin): Dobbiamo affrontare 40 anni di disinformazione” – “In Germania nel 2024 sono state abbattute due torri di raffreddamento, alte 143 metri di altezza, in due ore. Di queste due ore, una e mezza è stata impiegata per allontanare un attivista che si era incatenato al cancello dell’impianto, ha raccontato Bono, prima di spiegare che in Italia Sogin ha dovuto lavorare tre anni per smantellare un camino della centrale nucleare di Garigliano, in provincia di Caserta, alto 93 metri. “Ora capite, che c’è una grande differenza”?

Il paragone sballato

Centrale nucleare di Grafenrheinfeld

Eh sì, c’è proprio una bella differenza! Se qualcuno si prendesse la briga di fare qualche verifica si accorgerebbe che mai testata e titolo del pezzo furono così azzeccati! Difforme dalla realtà e nella disinformazione che lo sfortunato Bono, con ostentata sicurezza, senza accorgersene – poveretto – continua ad alimentare. Infatti, non si accorge di paragonare, impropriamente, lo smantellamento del camino nucleare della centrale di Garigliano con i lavori eseguiti per le due torri di raffreddamento tedesche, della centrale nucleare di Grafenrheinfeld. Il primo avvenuto in tre anni perché il camino era contaminato all’interno e per ripulirlo è stato necessario utilizzare un’attrezzatura speciale, costruita appositamente per l’occasione.

Le fasi completamente diverse

Una volta eseguita questa operazione viene abbattuto lentamente, in quanto non si è potuta usare la dinamite, come nel caso di Grafenrheinfeld, perché era troppo vicino alla sfera che contiene il reattore. Mentre il secondo (il lavoro tedesco), citato dal “direttore divulgatore”, le parti interne non erano contaminate da materiale radioattivo e per giunta lontano dall’impianto! Le torri di raffreddamento, portate erroneamente come parallelismo, non entrano in contatto diretto con il materiale radioattivo, poiché il loro scopo principale è quello di dissipare il calore generato dal reattore nucleare attraverso un sistema di raffreddamento separato.

La disinformazione data dall’incauto direttore

Centrale nucleare di Garigliano

In buona sostanza, per essere più esaustivo, egregio direttore della disinformazione – a questo punto mi viene di chiamarla così, anziché della comunicazione della SOGIN – la demolizione del camino della centrale di Garigliano è completata nel 2017 e il suo camino aveva una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri alla base ai 2 metri della sommità. Del resto l’incauto direttore, prima di lanciarsi nelle vesti di brillante comunicatore, avrebbe dovuto informarsi che la demolizione viene eseguita in più fasi. Prima con l’utilizzo di un robot, per la decontaminazione delle pareti interne, e successivamente, con una tecnica di frantumazione controllata per garantire la sicurezza delle strutture adiacenti, è demolita la struttura.

La domanda da porsi

Arrivati a questo punto viene da chiedersi: “Il vertice SOGIN permette che qualcuno rilasci dichiarazioni a nome dell’azienda, blaterando che vi è disinformazione, per poi scoprire che il primo ad essere disinformato è proprio chi rilascia quelle stesse affermazioni? Bella figura che ha fatto la SOGIN tramite il suo straordinario (s)comunicatore! Una delle due, o non vi è una competenza adeguata per il ruolo, o quella competenza adeguata non è in possesso di chi lo ha scelto! Mi sorge un dubbio. E se, invece, non si trattasse di competenza?

Bastava dare una sbirciatina sul sito della propria azienda o sul web

Questo sarà molto più chiaro nel libro che è stato terminato, dove vi sono contenute tutte le risposte. Certo però se si continua così sono costretto ad aggiornarlo in continuazione! A qualcuno verrà pur in mente, in particolar modo nel Cda, che così si dimostra all’opinione pubblica che, in certi ruoli, non si abbia la più pallida idea di cosa sia uno smantellamento graduale di un impianto, per evitare disastri, rispetto all’abbattimento con della dinamite come in Germania? Eppure di tecnici validi in SOGIN ve ne sono, solo che basterebbe consultarli, per evitare di dire degli sfondoni come quelli fatti, splendidamente, dal frontman Giuseppe Bono. Se non altro bastava che questi si informasse meglio, magari dando una sbirciatina sul sito aziendale o più in generale sul web, per evitare di fare figure peregrine.

Se si spara, si spari grossa

Comunque sarà mia cura allegare, alla fine dell’articolo, i link dove potersi informare, anche se a posteriori. Pazienza. Almeno vi è la recondita speranza – non ci credo, ma lo scrivo lo stesso – che la prossima volta non esca qualche altra supercazzola del nostro preparato direttore. Per evitare tutto ciò basterebbe poco, dare il giusto peso a chi internamente sa le cose. Semplice. A meno che non si voglia continuare a fare, come la vicenda dimostra, per intenderci alla Bono e il suo protettore, o viceversa, se si vuole sparare, spariamo grosso!

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

Certo poi uno non si può lamentare, se come sostiene il direttore: “Ancora oggi, però, si incontra la contrarietà delle associazioni ambientaliste, che da un lato vorrebbero la realizzazione del deposito, ma si oppongono ad ogni tipo di sito che viene individuato dal Ministero dell’Ambiente“. Ma dai! E ci credo bene, se con la partenza del nuovo nucleare queste sono le risorse che la SOGIN utilizza per comunicare sui territori, vi è da essere un tantino preoccupati. La fortuna, non mi stancherò mai di dirlo, è che l’azienda ha ancora delle valide professionalità con esperienza, ma alle quali, evidentemente, non si dà lo spazio dovuto per ragioni che esulano dalla competenza.

Ultima cosa. Mi sfugge il motivo per il quale un giornale online debba riprendere un’intervista rilasciata ad un’emittente radiofonica. Dico emittente radiofonica! Fatevi una domanda e datevi una risposta. Io a questo quesito ho già dato una risposta!

Come promesso nell’articolo ecco i link dove documentarsi:

https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/demolita-ex-centrale-nucleare-

grafenrheinfeld/https://www.dailymotion.com/video/x94641o?citationMarker=43dcd9a7-70db-4a1f-b0ae-981daa162054

https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/demolita-ex-centrale-nucleare-grafenrheinfeld/?citationMarker=43dcd9a7-70db-4a1f-b0ae-981daa162054

https://sogin.it/it/chiusuradelciclonucleare/sitinucleariitaliani/centraledigarigliano/progettididecommissioning/demolizione-del-vecchio-camino-e-costruzione-del-nuovo.html?citationMarker=43dcd9a7-70db-4a1f-b0ae-981daa162054

Foto © L’opinione di Alessandro Cicero, Euronews, Comunicazione italiana, 4Graph

Informazioni su Alessandro Cicero 98 Articoli
Alessandro Cicero è nato in Africa settentrionale, da genitori italiani di origine siciliana, si è trasferito da piccolo nella città di Salerno, oggi vive a Roma.

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