Sulle piattaforme social, nelle pagine dell’azienda nucleare, stranamente scompaiono i commenti che non vanno a genio a qualcuno. Forse perché potrebbero rivelare dei fatti?

Sabato, domenica e oggi, 8/9/11 marzo, ho provato a commentare un video pubblicato sul profilo LinkedIn della SOGIN e sapete cosa è accaduto? Il commento che avevo scritto dopo poco tempo, magicamente, è scomparso. Questo è accaduto nonostante lo avessi riscritto alcune volte, ma si vede che l’osservazione non sarà stata gradita da chi gestisce la comunicazione della SOGIN o dallo stesso Ad dell’azienda, Gian Luca Artizzu. Andiamo per ordine e proviamo a comprendere cosa possa essere successo. Si sarebbe trattato di un difetto del sistema di LinkedIn? No. Penso che sia da escludere.
Le altre supposizioni
Allora potrebbe essersi verificato il caso che qualche hacker, forse russo, sia entrato nella gestione della pagina della SOGIN, nella piattaforma, compiendo un atto di sabotaggio nell’area dei commenti? Magari perché incazzato che l’Ad abbia copiato “l’operazione serietà” da “l’operazione speciale” di Putin? Mhmm…, poco probabile che si preoccupino di bazzicare dei commenti lasciati sotto la pubblicazione di un post, anche se mi rendo conto che si tratta, nientepopodimeno, del trasparente Ad Artizzu. Allora cosa sarà successo? Prima di dare una mia ipotesi sull’accaduto, vi riporto quanto avevo scritto ironizzando su una frase pronunciata nel video – reso pubblico dalla stessa azienda – mettendola in relazione a quanto, giorni prima, dichiarato dal suo direttore della comunicazione.
Il commento scritto e poi magicamente scomparso

Al punto 3:24 del video, l’Ad di SOGIN Gian Luca Artizzu – colui che fu riassunto in questa azienda con un concorso taroccato, a suo favore, e che oggi ci parla di “operazioni serietà” – pone la domanda su cosa siano le centrali nucleari. Secondo me, prima di porre la domanda agli altri, la dovrebbe rivolgere al suo direttore regolatorio, istituzionale e comunicazione, Giuseppe Bono. Eh sì! Dato che quest’ultimo rilascia interviste sulla disinformazione e poi si scopre che ad essere disinformato è proprio lui! Per chi volesse farsi due risate, questo è il link dove potete leggere ciò che ha dichiarato il direttore divulgatore. Certo se avessero fatto fare a lui, con la dinamite, in tre mesi avrebbero già finito lo smantellamento delle ex centrali nucleari. Suggerisco al direttore amministrazione, risorse, sistemi e itc, Belinda Sepe, di inserire in azienda un nuovo corso sull’utilizzo della tecnica sugli esplosivi!
Lo zampino di qualcuno

Partendo dal presupposto che la pagina della SOGIN, su LinkedIn, sia sotto la competenza proprio della direzione comunicazione, mi sono chiesto se non vi sia stato lo zampino di qualcuno che non voleva far circolare più di tanto quanto avevo scritto, richiamando il tutto a un articolo. Forse saranno saltati i nervi a quel qualcuno e sarà scattato il blocco all’impunito commentatore. La mia è solo una supposizione, ma forse potrei non essere andato così tanto lontano dalla verità. Sapete quale è la cosa che mi meraviglia?
Quanto sosteneva l’Ad di SOGIN, Artizzu

Che l’Ad di SOGIN, sempre lo stesso “dell’operazione serietà” per intenderci, è anche quello che in più occasioni, tra le quali proprio in un’audizione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, ha affermato che lui è per la trasparenza. E sapete chi gli sedeva accanto? Il direttore della comunicazione, istituzionale e regolatorio, Bono, che annuiva con il capo. Insomma abbiamo due validi (?) sostenitori della trasparenza, uno che guida l’azienda e l’altro che è a capo della direzione che, nell’ambito delle proprie funzioni, gestisce anche le piattaforme social. Vivaddio! Già, ma allora perché sarebbe stato, più volte, oscurato o rimosso, o bloccato, un commento pubblico? Se trasparenza deve essere che trasparenza sia!
Il prima e il dopo
A meno che non si tratti di una trasparenza all’amatriciana, tutta nostrana. Cosa avrebbe mai turbato la serenità di chi avrà fatto sparire il commento postato? Se la memoria non mi inganna, – e questo lo sa bene chi all’interno dell’azienda ci lavora, sempre che la reminiscenza non abbia giocato anche a questi un brutto scherzo – quando in passato alcuni miei articoli non venivano più riportati nella rassegna stampa aziendale, mi risulta che Artizzu e Bono fossero i primi a lamentarsi della squallida manovra di silenziare qualcuno per non far emergere un qualcosa! E adesso cosa avviene? Che l’esercizio del silenziare – tra l’altro un tentativo puerile e inutile – sembra essere un vizietto che non sia passato di moda e messo in pratica, oggi, da chi sosteneva il contrario.
Il sospetto che potrebbe nascere
Comunque voglio rassicurare lor signori sul fatto che è stata mia cura documentare l’accaduto e che per sicurezza – conoscendo certi polli – mi ero premunito di scattare delle innocue foto a testimonianza della fortuita anomalia che stesse accadendo. A tal riguardo, alla fine del testo, potrete trovare le foto che attestano la scomparsa di quei contenuti. Un’accortezza, la mia, per dare un utile contributo verso chi controlla la pagina LinkedIn della SOGIN e all’occorrenza far notare questa inconsueta disfunzione. E sì! Qualcosina pare non funzioni e noi non vogliamo mica far pensare all’opinione pubblica, agli ignari commentatori, che chi predica bene, sulla trasparenza, poi possa razzolare male nella sostanza!
Quando si dice un commento da paura

Lungi dalla mia mente un pensiero simile, sicuramente si sarà trattato di una défaillance dell’algoritmo del social network, che sul momento potrebbe essere andato in palla e non vi sarebbe stata alcuna manina che sia intervenuta, in modo antidemocratico, per dare seguito a una censura. Certo è che se i commenti, che si scrivono, non sono resi pubblici democraticamente, solo perché non in linea con il pensiero unico di chi gestisce certi rami nell’azienda nucleare, vi è da essere preoccupati. Vorrebbe dire che qualcuno teme un qualcosa e potrebbe celare dell’altro anche in altri campi.
L’operazione censura
A questo punto, se fossi nei panni di chi gestisce la pagina aziendale, nella parte riservata ai commenti, io scriverei: “Si accettano solo commenti positivi, altresì vi blocchiamo o facciamo in modo di oscurarvi”. Sì, mi rendo conto che però così sa troppo di poca limpidezza e quindi meglio preferire la strategia di apparire liberali, a chiacchiere, e far finta di niente. Agendo in questo modo, sommessamente, faccio notare che non si dà proprio quell’immagine, tanto propagandata, di “un’operazione serietà”, semmai di “un’operazione censura”! Un espediente che è utilizzato, di solito da chi pensa di essere scaltro, per non far conoscere e affrontare temi scomodi che creano più di qualche imbarazzo. Chissà, se dopo questo articolo il commento prestigiatore ricomparirà?
La pura illusione di insabbiare
Tali azioni sono esercitate senza riflettere minimamente su un punto, che non è detto che se un qualcosa non si vede, comunque non si viene ugualmente a sapere. Prima o poi qualcuno, internamente all’azienda e all’esterno, incomincerà a chiedersi: “Ma se non vi è nulla da nascondere, perché si agisce in questo modo”? La risposta è già contenuta nella domanda! Per quanto mi riguarda, io continuerò a usare tutti i canali a disposizione per portare avanti battaglie sull’informazione, per scoperchiare e rendere noti fatti all’opinione pubblica, nonostante il tentativo, meschino, di insabbiamento messo in atto da chi pensa che bannare dei commenti, o bloccare chi li scrive, possa essere utile a rallentare la loro diffusione e limitare l’accesso a delle informazioni. Questa è una pura illusione, perché la censura è l’ultima risorsa degli stolti, l’applicano per paura dimostrando così tutte le loro debolezze.
Ultima questione
Per conclude vorrei soffermarmi, per poche righe, su un’altra questione, quella della diffusione di notizie che mi riguardano, comparse su un’agenzia stampa, poco conosciuta, nell’ambito dell’energia. Le informazioni che vengono pubblicate sono palesemente ingannevoli, soprattutto quando si riferiscono a delle vicende nelle aule dei tribunali, delle quali si continua a omettere – a questo punto penso volutamente – l’esito che queste hanno avuto, cioè l’archiviazione in data 10 ottobre 2024. Ho voluto chiarire questo aspetto onde evitare equivoci, come quelli che possono sorgere quando si pubblicano documentazioni facendo passare dei concetti ben diversi dal loro significato reale.
La censura non è mai cosa buona
Con questo non voglio sostenere alcuna tesi di censura, per chi mi conosce sa bene che ho le spalle larghe, anzi che si pubblichi pure sul mio conto, ma senza costruire una realtà parallela che non esiste per taluni fatti. Fatti che, in fin dei conti, potrebbero riservare delle inedite sorprese, anche per chi li riporta, con tanto di elementi comprovanti il contrario di ciò che si sostiene e persino qualche nuovo dato, finora, mai scoperto. E se lo scrivo, posso assicurare che corrisponde al vero, anche perché ho la buona abitudine di avere sempre degli assi da calare al momento opportuno e come è risaputo gli assi non si tengono né sui pc e né sui cellulari, ma nella manica.
Di seguito le foto comprovanti le avvenute pubblicazioni dei commenti e le relative magiche scomparse:






Foto © L’opinione di Alessandro Cicero, Martina Caminiti, YouTube, LinkedIn, Zero Uno

Commenta per primo