Le carte che smascherano Artizzu, AD di Sogin, sul concorso vinto

Il bando a cui aveva partecipato Gian Luca Artizzu per entrare, 4 anni e nove mesi fa, nell’azienda di Stato di cui oggi è amministratore delegato, è stato davvero trasparente? A dimostrarlo sono una parte di prove e i retroscena su quella selezione pubblica.

Una settimana fa avevo promesso di rivelare, in anticipo, rispetto all’uscita del libro, uno dei tanti retroscena scritti sulla SOGIN e su alcuni suoi vertici. In questo caso specifico la chicca, ma non è l’unica, riguarda l’attuale amministratore delegato Gian Luca Artizzu, colui dedito alla “trasparenza” e alla “serietà”. Vediamo se dopo la lettura dei fatti, descritti in questo articolo, queste due parole possano avere ancora un qualche riscontro di fondatezza o meno. Incominciamo col dire che la conoscenza tra Artizzu e l’ex amministratore delegato della SOGIN, Emanuele Fontani, risale al mese di novembre del 2019. Chi è Fontani?

L’esigenza di bandire un concorso pubblico

Era un ingegnere interno della SOGIN che, in quel momento, era anche in odore di essere nominato Ad dell’azienda nucleare e che per questo stava già pensando di formare una squadra che lo potesse coadiuvare per il suo mandato. Una delle figure di cui, assolutamente, necessitava era quella del direttore del personale. Vi erano dei contenziosi da risolvere e occorreva qualcuno di fiducia, sul quale contare, per la gestione delle risorse umane, dato che l’allora responsabile del personale, Belinda Sepe (parente del porporato Crescenzio Sepe), non era ritenuta abbastanza competente e per questo, fino a quel momento, mai promossa a dirigente. Essendo la SOGIN un’azienda di Stato, per avere on board Artizzu, Fontani doveva, per forza di cose, far ricorso a un bando di concorso pubblico avvalendosi anche di una società esterna, i cosiddetti cacciatori di teste.

Il compenso prestabilito

Questa è una sorta di intermediaria tra l’azienda e il mercato del lavoro, che è impiegata per la selezione di quadri e dirigenti, di solito è scelta tra quelle presenti in CONSIP (la centrale di acquisto nazionale per le amministrazioni pubbliche). Non si è mai sentito di bandi di concorso in cui il massimo vertice dell’azienda, che li emette, è già in contatto con chi dovrà parteciparvi, per giunta relazionandolo sui passi che si stanno eseguendo in merito, ma questo lo leggeremo meglio tra qualche riga. I due in una riunione, lontano da occhi e orecchie indiscreti, pattuiscono anche il compenso che sarebbe spettato a Artizzu: 130mila euro l’anno, con la promessa di portarlo a 140mila nell’arco di un anno, più benefit.

Lo scambio delle email di cui non si sapeva nulla

Arriva il 12 dicembre 2019, Fontani in pompa magna diventa Ad della SOGIN e, come prestabilito con Artizzu, presenta in uno dei primi Cda aziendali la necessità, immediata, della ricerca di un nuovo responsabile del personale. Il Cda conferisce, così, il mandato all’Ad di indire un bando di concorso pubblico. Di questi passaggi Fontani ne rende edotto, anticipatamente, tramite delle comunicazioni, Artizzu. Il tutto avviene mediante uno scambio epistolare di email che i due si inviano il 12 gennaio 2020, di cui è possibile avere visione alla fine di questo articolo. Ci troviamo, per la precisione, a un mese prima dell’uscita ufficiale del concorso.

Il contenuto delle comunicazioni

Cosa si dicono Fontani e Artizzu nelle email? Il primo comunica al secondo che aveva verificato in CONSIP, ma che c’erano solo quattro società cacciatrici di teste, non blasonate, e che il venerdì successivo avrebbe incontrato una società – in tal caso blasonata – per consegnare CV e profilo. Fontani è molto dettagliato nella sua corrispondenza, tanto da precisare che nei quindici giorni in cui l’annuncio del bando era visibile sul sito aziendale, poteva procedere al contratto con la società selezionatrice (quella blasonata). E come se non bastasse, in aggiunta, gli comunica che il martedì seguente avrebbe visto con il presidente della SOGIN la nuova struttura con le modifiche, per inviarla al Cda in data 23 gennaio 2020, comprensiva della ricerca del nuovo responsabile delle risorse umane.

Di chi era il CV che doveva essere consegnato?

Quando si deve fare un qualcosa è meglio agire senza destare alcun sospetto. Ecco spiegato il motivo di cercare una società con una reputazione indiscutibile, cosiddetta “blasonata”, in modo che nulla fosse attaccabile ed eventualmente contestato un indomani. E qui si può già percepire un primo scricchiolio della parola “trasparenza”, citata all’inizio e tanto cara, oggi, ad Artizzu. Il CV da consegnare, di cui scrive Fontani – amministratore delegato dell’azienda che aveva avviato la selezione – si capisce quale sia dalla risposta che fornisce il destinatario di quell’email. Difatti nel suo messaggio di replica, Artizzu, fa riferimento all’invio di un CV, in allegato, ma si tratta del suo curriculum vitae!

Già si conosceva chi fosse il vincitore del concorso

Senza alcun dubbio bisogna riconoscere di trovarsi al cospetto di persone con delle innate capacità divinatorie, sempre che non si tratti di un altro tipo di destrezza, diciamo più para-divinatoria, se solo si riflette sul fatto che già il 27 gennaio 2020, qualche tempo prima che uscisse il concorso, Fontani sapesse chi fosse il vincitore del bando. La circostanza è dimostrata da un altro fattore, contenuto nel libro come ulteriore prova, ma che qui viene riportato solo con una dichiarazione che lascia lo stesso Fontani: “Felicissimo che sia Gian Luca”. Più preveggenza di questa! A meno che non si trattasse di un altro partecipante a quel concorso che si chiamasse “Gian Luca”, il tutto riconduce senza equivoci a Gian Luca Artizzu.

Nella missiva si fa riferimento alla discussione di dettagli

La data del 27 gennaio 2020 coincide proprio con il giorno in cui Fontani si reca a un incontro con Artizzu, dove vengono discussi stipendio e alcuni dettagli inerenti la riorganizzazione aziendale che era stata, nel frattempo dall’esterno, disegnata dal futuro capo del personale. Quindi questi già lavorava, sotto banco, per conto di Fontani e lo coadiuvava in alcune faccende, riservate, riguardanti l’azienda. Infatti, nelle missive che si erano scambiati, 15 giorni prima, si fa riferimento a un appuntamento telefonico, concordato per l’indomani, per discutere già di alcuni dettagli. Dunque in un concorso pubblico, al quale alcuni candidati hanno partecipato ignari di cosa si celasse dietro, fin dall’inizio, qualcuno sembra essere stato designato il candidato più candidato di altri per vincere quel bando.

La storiella della trasparenza e serietà rifilata dall’attuale Ad di SOGIN

Piccolo inciso: Artizzu dopo tre anni e due mesi da questo concorso, se così lo si vuole definire, è divenuto Ad di SOGIN, è in questa nuova veste – voglio ricordare – ha fatto più volte ricorso alle parole “trasparenza” e “serietà”. E’ proprio il caso di dire, ma da quale pulpito viene la predica! E’ buona regola che nella vita le prediche vadano pur ascoltate, ma bisogna pur sempre selezionare da quale pulpito queste arrivino. Si vede che fare il predicatore, però, renda davvero bene, più alto è il pulpito, più alta deve essere anche la sua retribuzione, perché Artizzu da predicatore, nel 2022, in veste di direttore del personale ha raggiunto quota 143mila euro, che con l’aggiunta di un premio di 47.356,34, fa un totale di 187.356,34 euro per quell’anno. Totò direbbe: “Alla faccia del bicarbonato di sodio”!

Il primo step

Proseguiamo perché il tutto assume – ops… mai parola fu più azzeccata – una veste ancora più interessante, quella del momento della pubblicazione del bando di concorso. Questo doveva essere pubblico, secondo le procedure vigenti, quindi come primo step bisognava portarlo a conoscenza di tutti all’esterno, così da permettere ai candidati, in possesso dei requisiti richiesti, di potervi partecipare. Cosa che avviene a metà febbraio del 2020. La prassi prevede che la notizia sia resa pubblica nel modo più ampio possibile, per il tempo necessario, tramite i vari siti e organi d’informazione. Di solito la tempistica è di trenta giorni, salvo una diversa disposizione prevista nel bando.

La durata del bando per non destare sospetti

Tuttavia in questo caso, per non far saltare la mosca al naso di nessuno, si sceglie un lasso di tempo maggiore, più di un mese, in modo che nessuno avrebbe mai potuto sollevare delle osservazioni in merito. Anzi la pubblicazione rimane nel circuito dell’informazione pubblica anche più del dovuto, quindi qualsiasi possibile ombra sul corretto svolgimento, nel caso specifico, sarebbe caduta nel nulla. Da chi era formata la commissione che doveva valutare i curriculum vitae pervenuti, per la figura del responsabile del personale?

I componenti della commissione SOGIN per la selezione

Presidente della commissione, guarda un po’ quando si dice il caso, ritroviamo lo stesso Ad di SOGIN, Fontani. Poi il responsabile del personale pro tempore, Luca Cittadini, che nella nuova riorganizzazione rivestiva, ad interim, questo ruolo momentaneamente e un terzo membro, sempre della società nucleare. Quest’ultimo sarebbe stato scelto in base ad una determinata caratteristica, quella di non fare troppe domande. Quindi ricapitolando: Fontani che era Ad di SOGIN e allo stesso tempo anche il presidente della commissione d’esame per la selezione dei candidati, manteneva i contatti con Artizzu che ne era un partecipante, ragguagliandolo con notizie riservate sul concorso e a cui aveva chiesto, in anticipo, il CV per trarne il profilo da richiedere, per poi consegnarlo alla società esterna prescelta per selezionare i curriculum?

L’attesa al bar

Ebbene sì! Adesso si possono inventare qualsiasi storiella, mettersi tutti quanti, finanche, d’accordo su un’unica tesi da portare avanti, compresa quella che il tutto sia stato legittimato da un Cda, ma ugualmente verrebbero sconfessati, con dei dati di fatto, ancora tenuti nel cassetto. A seguire tutte le fasi, a riporto sempre con Fontani, fu l’ex dirigente che ad interim ricopriva, provvisoriamente, l’incarico di capo del personale. Anche in questo frangente vi era stata una strana coincidenza. Quando quest’ultimo, in un pomeriggio, si era recato presso la società prescelta per la ricerca della figura professionale, per prendere gli accordi utili a formalizzare poi il contratto, chi lo aspettava seduto di fronte la sede, a un tavolino di un bar? Il trasparente Artizzu.

La dinamica di selezione

Come ridurre la rosa dei possibili papabili, per ricoprire il ruolo richiesto, pare sia stato un gioco da ragazzi, per chi sa districarsi nel merito. Bastava far risultare, internamente, nelle schede di valutazione dei candidati in corsa delle differenze, questo tramite dei ritocchini di mezzo punto in meno a uno, a qualcun altro un punto o un punto e mezzo, rispetto al predestinato, in modo da consentirgli di salire di poco nel punteggio, quel tanto da non dare nell’occhio. A quel punto rimaneva solo lo scoglio del colloquio con la commissione aziendale, dove bastava valutare gli altri candidati “fuori scopo“. Et voilà, les jeux sont faits!

Artizzu vince il concorso

Certo che simultaneità, quella dell’aperitivo al bar e dell’appuntamento con la società cacciatrice di teste! Si vede che quel giorno, non è da escludere che, alla futura new entry, gli sia venuta quella voglia irrefrenabile di fare una capatina in centro per prendere qualcosa da bere. Messe da parte doti divinatorie, voglie di escursioni nel centro di Roma e aperitivi, una cosa è certa, tra chi doveva selezionare i partecipanti nella commissione e Artizzu vi erano dei contatti molto stretti. Al punto da essere informato di tutto, passo dopo passo, persino su cosa gli sarebbe stato chiesto all’esame, quindi su cosa si doveva preparare nello specifico. Arriva il giorno della selezione (inizio aprile 2020) e indovinate chi vince il concorso? Che dire, visto quanto accaduto in precedenza, non lo si poteva neanche lontanamente immaginare. Artizzu si aggiudica il posto! Toh, non lo avrei mai detto. Scommetto neanche voi, vero?

Si farà finta di nulla?

Da quanto dimostrano già da sole le due email pubblicate in basso, inoppugnabili, e l’esito del concorso, l’attuale Cda di SOGIN, in particolare il suo presidente, Carlo Massagli, una volta venuti a conoscenza di tali circostanze, dove si paleserebbero vizi di irregolarità, violazioni dei principi di trasparenza e obiettiva imparzialità, faranno finta di nulla? Eppure vi sono delle prove inequivocabili. Oppure decideranno, come hanno agito per fatti inerenti al passato, subito dopo essersi insediati, di vederci chiaro? E nel caso quali provvedimenti sarebbero chiamati a svolgere, immediatamente, per garantire la trasparenza, la serietà e la fiducia tanto proclamata all’opinione pubblica? Anche perché queste non sono le uniche carte che dimostrano dei fatti, ve ne sono molte altre ben più schiaccianti, e sai che bella figura farebbe l’intero Cda per non essere intervenuto prima?

Non parlassero più di serietà all’opinione pubblica

Se non accadesse nulla, l’opinione pubblica si chiederà il perché per alcuni casi del passato si sia riscontrata l’esigenza di andare a fondo con tanta urgenza, proprio da questo Cda, e, invece, adesso si faccia il pesce in barile. Mica si vorrà dare l’impressione che si applicano due pesi e due misure? Così poi si rischia di far strada ad altre interpretazioni. Tipo, che se si approfondisse la questione il pericolo potrebbe essere che tutto il Cda rischi di cadere? O forse, potrebbe essere che vi sia un qualcos’altro che mantenga le mani legate al presidente? Se delle domande emergono vuol dire che qualcosa che non quadra vi possa essere e che non sia da escludere la possibilità che si conosca bene, anche in questo caso, già la risposta!

Le parole profetiche pronunciate

Adesso il boccino è nelle mani di chi può decidere di intervenire saggiamente per fare chiarezza, di certo non si può immaginare di continuare a parlare di trasparenza o di “operazione serietà“, ai cittadini sui territori dove sorgono le ex centrali nucleari della SOGIN, se poi chi le proclama, come dimostrano i fatti, non sembra essere stato così limpido. Questo sarà molto più chiaro sfogliando le pagine del libro che uscirà, dove fatti, retroscena e prove inedite dimostrano quanto mai le dichiarazioni rilasciate, in un’intervista, proprio da Gian Luca Artizzu siano state profetiche, in particolar modo quando riferendosi ad alcune vicende della SOGIN le definisce come “una storia da riscrivere”.

Una delle prove a testimonianza di quanto avvenuto, da notare bene la data e il contenuto:

L’email inoltrata dall’Ad dell’epoca

La risposta email di Artizzu

Foto © L’opinione di Alessandro Cicero, Indeed.com, Starting Finance

Informazioni su Alessandro Cicero 98 Articoli
Alessandro Cicero è nato in Africa settentrionale, da genitori italiani di origine siciliana, si è trasferito da piccolo nella città di Salerno, oggi vive a Roma.

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