La Sogin non risponde ai solleciti di pagamento per il dirigente licenziato

Il legale del dirigente che ha vinto il ricorso avrebbe chiesto ripetutamente all’azienda di onorare l’ordinanza del Tribunale, senza ricevere alcuna risposta in merito. Promosso un atto di precetto di pagamento, con incremento delle spese, a carico della stessa azienda e così si è arrivati a quota 707.283 mila euro

L’incredibile storia dei licenziamenti dei quattro dirigenti della Sogin (la Società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi), sembra non voler lasciare l’opinione pubblica senza non poche sorprese.

Il curioso incrociarsi dei fatti come in un’opera epica

Almeno questa è l’impressione che traspare quando ci si addentra sempre più nei risvolti di questa drammatica narrazione, dove pare di trovarsi al cospetto di un’opera alla stregua dell’Eneide, ma dei giorni nostri. Tanto che, per il curioso incrociarsi dei fatti e della sorte, potrebbe essere definita come una specie di Sogineide.

Dietro le righe

Dove leggendo tra le righe, si potrebbe svelare la giustificazione dell’immenso lavoro svolto da chi, nell’ambito aziendale, avrebbe cercato con l’azione dei licenziamenti di imporre il proprio destino su quello degli altri. Il tutto, verosimilmente, nell’eventualità di arrivare a non mettere in discussione il proprio status quo e la propria crescita personale. Facciamo, per un istante, un passo indietro per comprendere a quale risultato, per l’azienda nucleare, ha portato questo modo di agire.

L’inesistenza della giusta causa di licenziamento

Come Virgilio per l’Eneide, il Giudice del Tribunale di Roma guardando in modo approfondito le carte del ricorso presentato (secondo il rito Fornero) da uno degli ex dirigenti Sogin licenziati, il dott. Luca Cittadini, ha accolto la tesi difensiva di quest’ultimo. Sulla scorta di tale decisione, il Giudice del Lavoro, ha provveduto all’emanazione di un’Ordinanza dove, a chiare lettere, viene accertata l’inesistenza della giusta causa dell’avvenuto licenziamento e anche la sua non giustificazione.

Il risarcimento al dirigente esecutivo fin dal primo grado di giudizio

Ciò chiarito, in tutta risposta all’iniziativa operata dal management dell’azienda, altresì è stato ordinato di corrispondere all’ex dirigente le indennità previste dal CCNL dei dirigenti industriali, ovvero le indennità di preavviso e le indennità supplementarinella misura massima prevista (627.267 mila euro). È bene ricordare che tali decisioni, per leggesono immediatamente esecutive fin dal primo gradoanche in presenza di un eventuale ricorso e appello della parte che è risultata soccombente, in questo caso la società.

Una vera débâcle per il management dell’azienda

Insomma, ad oggi, una vera débâcle per chi al vertice della Sogin aveva mosso le accuse e allo stesso tempo, magari con indubbie capacità autolesionistiche, per chi a capo del team, messo su dall’allora amministratore delegatoingEmanuele Fontani, aveva svolto tutte le dovute verifiche interne. E per la serie quando sembra che tutto vada storto e che non possa capitare più nulla che contribuisca a rendere peggiore la situazione, ecco comparire all’orizzonte l’eccezione che conferma la regola.

Il silenzio della Sogin davanti ai solleciti di pagamento

Regola che alla fine dei conti viene a far ricadere i costi sulle tasche dei contribuenti italiani che, tramite la bolletta elettrica, finanziano la Sogin. E il perché è presto spiegato. Il legale del dirigente che ha vinto il ricorso, l’avvocato Stefano Minucci, avrebbe chiesto ripetutamente sia alla Sogin che al legale che la rappresenta, il prof. De Luca Tamajo, di onorare l’ordinanza del giudice, senza ricevere alcuna risposta in merito.

L’atto di precetto di pagamento

Visto il silenzio assordante è stato promosso, in data 24 gennaio 2023, un atto di precetto di pagamentocon incremento delle spese legali a carico della stessa Soginfacendo lievitare la somma a ben 707.283 mila euro. In quanto nell’ordinanza, sugli importi spettanti al ricorrente, è previsto il computo degli interessi legali e della rivalutazione monetaria dalla data del licenziamento alla data di pagamento.

L’indennità di preavviso, riconosciuta, soggetta alla contribuzione INPS

Va da sé che ogni giorno di ritardo nel rispettare tale decisione del Tribunaleproduce inesorabilmente un incremento di costi per la l’azienda di Stato. Ergo per i cittadini italiani. Senza trascurare un ulteriore dettaglio non da poco, che l’indennità di preavviso, riconosciuta, è soggetta alla contribuzione INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), quindi non pagando si starebbe sottraendo anche la contribuzione previdenziale obbligatoria.

Il tutto si potrebbe tramutare in un danno erariale

La conclusione è che, un licenziamento temerario come questo (uno per il momento, vediamo l’esito degli altri tre che sono avvenuti), si possa tramutare in un vero e proprio danno erariale, dove una volta ancora ci si troverebbe di fronte a una “non responsabilità”, inqualificabile, da parte di chi si sia reso responsabile di questa azione. Quasi a dimostrare che in Italia esistono ancora delle sacche di terra di nessuno, dove degli impuniti scorrazzano a loro piacimento e dei danni prodotti se ne voglia far rispondere i contribuenti italiani.

I nodi ancora da sciogliere

Eppure in questa assurda storia, numerosi sembrano i nodi ancora da sciogliere. Tra i tanti spicca l’interrogativo, non banale, del perché il management dell’azienda nucleare abbia deciso di non partecipare, né di far partecipare alle udienze un proprio dirigente, ma di attribuire i pieni poteri, inclusi quelli di rappresentare l’azienda stessa, ad un legale esterno, quando di norma e per procura questi competono al direttore del personale o al direttore legale?

Chi è oggi a capo del personale

Sogin

Per la cronaca, oggi il direttore del personale è il dott. Marco Pagano, era uno dei tre consiglieri della Nucleco Spa, la controllata della Sogin, che dopo il defenestramento del Cittadini come Ad, ne aveva preso il posto. La sua nomina avvenne dopo l’oscuro caso, ancora adesso avvolto nel mistero, del contratto che doveva essere firmato a favore dell’azienda slovacca Javysdove il dottCittadininel mese di novembre 2021si oppose per il rinnovo e lo stesso dott. Pagano si astenne, non facendo passare la stipula.

Quel ripensamento a sole 48 ore lavorative

Salvo poi ripensarci, e ritornare sui propri passi, a distanza solo di 48 ore lavorative (dal giovedì pomeriggio al lunedì mattina), affinché il contratto venisse ratificato. Chissà cosa sarà avvenuto, nel frangente, per cambiare così repentinamente ideaQualcuno se lo sarà mai chiesto? Una domanda che sarebbe da rigirare al diretto interessato.

Chi è oggi a capo del legale

Sogin

Per ritornare alla cronaca, oggi il direttore del legale (senza disporre del titolo di avvocato) è il dott. Luigi Cerciello Renna, lo stesso che era a capo della task force della verifica interna che mosse le accuse per il licenziamento del dott. Cittadini. Sta di fatto che dopo questo episodio, Luigi Cerciello Renna venne nominato dirigente proprio nell’ultimo Cda della Sogin in cui sedeva, con il ruolo di Ad, l’ing. Emanuele Fontani, poco prima del suo commissariamento.

Quel testimone mancante

Nella vita, molte volte, accade che nella lettura di determinati fatti, delle peculiari combinazioni, rappresentate da alcune note di colore possano, tutt’a un tratto, aprire un mondo e portare a delle considerazioni che altrimenti non si sarebbero potute notare. Come non si è potuto fare a meno di notare, in questo caso, che proprio chi era responsabile del gruppo di lavoro che coordinò questo esonero, e anche quello degli altri tre dirigenti, nel contenzioso scaturito, non risulti essere inserito, o forse non si sia fatto inserire, tra i testimoni. Come mai?

La presunta rassicurazione che tanto l’Autorità pagherebbe il tutto

Nel frattempo che le domande trovino delle risposte non resta altro che attendere, continuando a tenere informata l’opinione pubblica su quanto accade a tal riguardo, anche se, da come stanno le cose, pare che al management della Sogin non sembra importare tanto del crescere delle spese. Potrebbe darsi, perché rassicurati da qualcuno della direzione interna del Regolatorio (l’interfaccia con l’Autorità che riconosce i costi sostenuti dall’azienda) che avrebbe tranquillizzato tutti sul pagamento, da parte dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), degli importi dovuti.

L’ARERA davvero addebiterebbe i costi agli utenti italiani?

Naturalmente inclusi gli interessi e la rivalutazione monetaria, previsti a favore del dott. Luca Cittadini. Sul serio l’Organo collegiale dell’ARERA, composto dal presidente Stefano Besseghini e gli altri componenti, Gianni Castelli, Andrea Guerrini, Clara Poletti e Stefano Saglia, intenderebbe addebitare ai consumatori di energia elettricacioè ai cittadini italiani, questi costi frutto dei ritardi, da parte del management della Sogin, nell’applicazione dell’ordinanza del Tribunale di Roma?

La nonchalance del management

Una decisione simile sarebbe incomprensibile e rappresenterebbe uno schiaffo da parte dell’Autorità verso chi dovrebbe difendere, dimostrando una logica ben diversa e lontana dal dar voce e tutelare gli interessi di utenti e consumatori. E ancora, in Sogin, il management continuerà con nonchalance, nel seguire la linea di qualche presunto suggeritore interno, a non rispettare quanto deciso dal Tribunale di Roma oppure si applicherà il senso dello Stato?

Se non altro, una volta per tutte, servirebbe a sfatare quell’odioso modo di pensare, che potrebbe esserci del vero, che in un sistema democratico ogni Nazione abbia la classe dirigente che merita.

Foto © Eurocomunicazione; Sogin; Arera

Pubblicato su: Eurocomunicazione

Informazioni su Alessandro Cicero 89 Articoli
Alessandro Cicero è nato in Africa settentrionale, da genitori italiani di origine siciliana, si è trasferito da piccolo nella città di Salerno, oggi vive a Roma.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*