Dubbi sulla risposta del ministro D’Incà sul caso Sogin

Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, i controlli sull'azienda sarebbero stati attivati “in massima parte” solo in seguito a una denuncia della stessa, ma sembrerebbe non essere così

La Sogin non per sua natura, forse per quella strana determinazione del fato che solleticato, alcune volte, dalle azioni anche di chi è posto al vertice dell’azienda, si ritrova tirata in ballo su fatti che poi, irrimediabilmente, la portano suo mal grado a finire sotto i riflettori della cronaca e delle istituzioni. Costituita nel 1999, interamente partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, opera in base agli indirizzi strategici, operativi e di controllo formulati del ministero della Transizione ecologica ed è sottoposta al controllo della Corte dei Conti.

Di cosa si occupa la Sogin

Il compito di questa azienda è quello di smantellare e dismettere le centrali e gli impianti nucleari in Italia. Inoltre, ha lo scopo di individuare i siti idonei per la costruzione del Deposito unico nazionale e del Parco Tecnologico, per lo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività, derivanti da attività industriali, di ricerca e medicosanitarie. È incaricata dell’immagazzinamento, a titolo provvisorio di lunga durata, dei rifiuti ad alta attività e del combustibile irraggiato provenienti dalla pregressa gestione di impianti nucleari italiani.

Spese pagate tramite la bolletta elettrica

Le spese per far fronte a questa missione sono finanziate, attraverso la componente A2RIM, tramite un prelievo sulle bollette elettriche delle famiglie italiane. A regolare gli importi dovuti alla Sogin è l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). La quale ogni anno riconosce quanto erogare alla Sogin.

Il tutto avviene in base a un sistema regolatorio basato sull’approvazione di un preventivo per l’anno successivo e di un consuntivo di quello precedente. Al fine del riconoscimento dei costisostenuti e da sostenere, la Sogin sottopone, per approvazione, ogni anno all’ARERA un programma quadriennale aggiornato sulle attività di decommissioning.

Il caso dei licenziamenti

Di recente, il 07 marzo 2022, tramite un’agenzia stampa, non molto nota, AGEEI (Agenzia di Stampa sull’Energia e le Infrastrutture) – la cui società editoriale risulterebbe essere la stessa di un’altra agenzia stampa Agricolae – si è venuto a conoscenza dei nominativi di quattro dirigenti licenziati dalla Sogin. Di fatto, l’amministratore delegatoEmanuele Fontani, in un comunicato stampa del 17 gennaio 2022, aveva solo reso noto di avviarsi verso la conclusione di un’indagine interna. Inchiesta intrapresa alla fine del 2020 per ragioni di natura economica e di bilancio, che aveva portato alla consegna di otto lettere di contestazione e la sospensione di tre dipendenti in via cautelativa.

I vertici dell’azienda e la verifica sui contratti

Il tutto finalizzato a verificare la regolarità delle fasi di acquisizione e gestione di alcuni contratti (nello specifico di spese per la comunicazione del 2014 riguardante il Deposito unico nazionale) che avevano riguardato tutto il periodo 2010-2020. Precisando che tale azione, era stata posta in essere per una propria iniziativa.

La documentazione tanto riservata poi pubblicata

L’agenzia che ha riportato la notizia dei licenziamenti è la stessa che ventisette giorni prima, il 9 di febbraio 2022, aveva pubblicato un documento di verifica interna della Sogin, stilato dalla Ernst & Young,classificato con la dicitura “a uso ristretto”. Una documentazione, stando a quanto è dato constatare, che sarebbe dovuta rimanere talmente riservata che la stessa società incaricata avrebbe precisato, in base a delle procedure della Sogin, che l’intero contenuto, non sarebbe potuto circolare liberamente nell’ambito aziendale. Ma a quanto pare sarebbe circolato allegramente al di fuori, magari consegnato come un dono su una bella slitta trainata da tanto di renna!

Le precauzioni che si sarebbero dovute adottare

Viene, addirittura, espressamente precisato che coloro che ne fossero stati autorizzati all’accesso, quindi sempre all’interno della Sogin, avrebbero dovuto adottare ogni eventuale precauzione, al fine di impedirne la divulgazione a terzi non autorizzati. Già questo particolare farebbe intuire che si tratterebbe di materiale molto sensibile. Non finisce qui.

La possibile fuga di notizie

Sempre nello stesso articolo del 9 di febbraio 2022, pubblicato dall’agenzia stampa AGEEI, si è appreso anche di un’ulteriore verifica in atto da parte della Guardia di Finanza per l’acquisizione di alcuni documenti relativi al progetto Cemex (l’impianto di condizionamento dei rifiuti liquidi che verrebbe realizzato a Saluggia) e ai contratti con la società slovacca Javys (per la spedizione di rifiuti radioattivi all’estero).

La versione del ministro D’Incà al question time alla Camera sull’azienda

Sogin

Notizia che in seguito viene confermata, in data 20 aprile 2022 (due mesi e undici giorni dopo), da quanto riferito dal ministro per i Rapporti con il ParlamentoFederico D’Incà, al question time, alla Camera dei Deputati, sulle iniziative volte a superare le criticità registratesi nell’attività della società Sogin. Sempre secondo D’Incà, però tali controlli sarebbero stati attivati “in massima parte” (eeh!) solo a seguito del deposito di una denuncia da parte della stessa Sogin nel corso del 2020.

La risposta del ministro non quadra con i tempi degli avvenimenti

Quanto affermato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, però, potrebbe non corrispondere alla realtà sulla risposta fornita sulla vicenda Sogin. Probabilmente perché male informato alla fonte, in quanto risulterebbe che furono presentate sia nel mese di aprile 2020 (Atto 4-03220 pubblicato il 21 aprile 2020 nella seduta n. 208), che di maggio 2020 (Atto 4-05530 pubblicato il 06 maggio 2020 nella seduta n. 335) delle interrogazioni parlamentari sulle spese dell’attività di comunicazione del 2014 della stessa Sogin sul Deposito unico nazionale.

Il contenuto delle interrogazioni che hanno fatto smuovere le acque

Le interrogazioni, leggendole, contengono la richiesta di approfondire la questione delle spese, durante il periodo della presidenza in Sogin di Giuseppe Zollino. Parrebbe che quest’ultimo abbia avuto un ruolo nella gestione delle campagne di comunicazione per 3,5 milioni di euro. Battage poi finito sotto i riflettori negli attuali controlli in corso e che avrebbero trascinato nel pantano anche chi avrebbe, solo in buona fede, eseguito un ordine del vertice. Ma non solo.

Il passaggio del contratto dell’abitazione romana

Oltre a ciò, questi seppur già domiciliato in Roma da diversi mesi prima della sua nomina, presso l’abitazione locata dalla sua compagna, avrebbe chiesto e ottenuto dalla Sogin di stipulare un contratto di locazione per lo stesso immobile. Quindi un passaggio dalla compagna alla Sogin.

L’autovettura, l’autista a disposizione e quei rimborsi viaggio

Avrebbe, inoltre, ottenuto l’assegnazione di un’Audi Q5 per uso promiscuo e un autista a disposizione. Ma nonostante questo, avrebbe altresì richiesto ripetutamente rimborsi di spese di viaggio per la tratta Padova-Roma, essendo anche professore associato all’università di Padova. Naturalmente, tutto ciò a spese dei contribuenti italiani.

Il sospetto danno erariale

Vicende delle quali, nelle interrogazioni, si chiede conto con una richiesta specifica, quella di procedere con delle urgenti iniziative al fine di accertare la veridicità e fondatezza delle criticità sollevate su questi episodi avvenuti in Sogin. Promuovendo un’attività ispettiva, al fine di verificare se sussistessero gli estremi per un’eventuale segnalazione alla Corte dei Conti per danno erariale. Ancora oggi vige il silenzio su alcune di queste questioni. Ma come è noto, prima dello scoppio di un temporale vi è sempre la quiete.

L’ARERA, in seguito, aveva avviato un’istruttoria

Sogin

In seguito, con delibera 12/2021 la stessa ARERA risulta aver avviato un’istruttoria per il riconoscimento dei costi sopportati dalla Sogin nel periodo 2010 – 2020 per il Deposito unico nazionale e il Parco tecnologico. Verifica che avrebbe portato ai controlli del Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza.

Le ulteriori interrogazioni parlamentari

Nel mese di aprile 2021, tramite ulteriori interrogazioni parlamentari (Atto n. 4-05334 pubblicato il 21 aprile 2021, nella seduta n. 318), dapprima veniva chiesto da più parlamentari di fare luce sui contratti tra Sogin, Nucleco, lo studio Morandini e la Javys, con la richiesta di commissariamento della stessa Sogin, e poi nell’ottobre 2021 (Atto n. 4-06130 pubblicato il 19 ottobre 2021, nella seduta n. 368) veniva posto l’accento se fossero stati effettuati i necessari controlli di legalità sugli affidamenti effettuati alla Javys slovacca.

L’esposto del Codacons

Non solo, ma in aggiunta, a metà febbraio 2022, il Codacons presentava un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Roma, rivolgendosi anche ai ministri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo economico e della Transizione ecologica, oltre che all’ARERA, chiedendo di fare chiarezza sui medesimi punti presenti nelle interrogazioni.

Quell’audit rafforzato

Il 29 maggio 2022 su L’Espresso con un articolo “Sogin le scorie in tribunale”, è ripercorsa la vicenda dei contratti e dei licenziamenti. Oltre a riportare le circostanze sopra esposte, si approfondisce la faccenda del documento stilato per la Sogin dalla Ernst & Young. Sembrerebbe che quest’ultima nella sua relazione non segnali gravi fatti, ma evidenzia solo la mancanza di alcuni documenti andati smarriti dall’azienda nucleare che, non contenta, avrebbe avviato un secondo audit, definito “rafforzato”.

Il mistero della scomparsa dei fascicoli in Sogin

Chissà se l’attuale vertice della Sogin sia stato altrettanto certosino nell’accertare la dinamica della scomparsa di questi fascicoli, o magari, il tutto sia stato archiviato con la discolpa di uno smarrimento, forse causato da un trasloco da una sede all’altra? Mhmm… Davvero un mistero tutti questi eventi nella Sogin. Ma come ogni buon mistero la soluzione consiste nel risolvere il problema, certo non con il tentativo inquietante di eliminarlo con delle banali spiegazioni.

Il rinnovo del vertice aziendale

Gli attuali vertici della Sogin sono in scadenza di mandato, la patata bollente rimane, anche, nelle mani di chi prenderà le redini dell’azienda. L’aspettativa è che questa volta chi dovrà decidere non incappi nell’errore, sempre dietro l’angolo, di porre alla guida dell’azienda la solita minestra riscaldata. Ripescando così figure che abbiano già ricoperto ruoli in essa con scarsi risultati, non essendo dei manager o, ancor peggio, abbiano una qualche presunta responsabilità chiave sulla baraonda che ha portato a tutti questi controlli sugli sprechi nelle spese della comunicazione sul Deposito unico nazionale. Sarebbe come mettere un rimedio peggiore del male.

L’autogol al quale potrebbero andare incontro il Governo e Cingolani

Un autogol che farebbe cadere il Governo nell’imbarazzo totale, ma nella fattispecie il ministro della Transizione EcologicaRoberto Cingolani, soprattutto in virtù della sua visione di rinnovamento, tanto enunciata in più occasioni in Parlamento, che effettivamente, sarebbe incomprensibile agli occhi di molti italiani. Un tale segnale andrebbe nel senso opposto e sarebbe il campanello di allarme che verrebbe interpretato più come uno stare fermi per coprire un qualcosa, anziché puntare, sul serio, a un vero rinnovamento al vertice che dopotutto la Sogin merita.

Pubblicato su: Eurocomunicazione

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Alessandro Cicero è nato in Africa settentrionale, da genitori italiani di origine siciliana, si è trasferito da piccolo nella città di Salerno, oggi vive a Roma.

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