Sogin, dalla padella alla brace

Il nonsenso dei Commissari che nominano l’ex AD dell’azienda, commissariato, all’elaborazione del piano di smantellamento delle centrali nucleari e, come se non bastasse, si impantanano sul Cemex

Che non fosse facile saper porre rimedio a ciò che era stato abilmente confezionato, dal precedente vertice della Sogin, con il pacco lasciato in eredità ai lavoratori dell’azienda e ai suoi finanziatori – cioè tutti noi cittadini – era immaginabile, ma gli ultimi eventi parrebbero dimostrare che si sia riusciti ad andare anche ben oltre.

Sogin è finanziata dallo Stato

La Sogin è quell’azienda che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari in Italia, per far questo riceve dallo Stato, tramite le nostre bollette elettriche, i finanziamenti necessari per la sua attività. Quindi nessun patema d’animo per fare necessariamente cassa, nessun salto mortale da eseguire per sbarcare il lunario, come al contrario avviene per moltissime aziende private, guidate da manager puri che si pongono il problema di centrare gli obiettivi e di dare un futuro ai loro dipendenti.

La perdita in bilancio di 10 milioni di euro

Eppure nella Sogin, nonostante ciò, certo non per colpa dei suoi lavoratori, ma di chi era stato posto alla guida dell’azienda – scelto dal Governo M5s e Pd – si è riusciti in un’impresa memorabile, mai accaduta prima, quella di portare in perdita il bilancio societario per un importo di 10 milioni di euro. Un capolavoro!

Al peggio non c’è mai fine

Ma non finisce qui, per la serie “al peggio non c’è mai fine”, con il Governo Draghi, a quanto sembrerebbe, si sarebbe fatto ancor di più. Per carità, sempre nell’interesse degli italiani e degli stessi lavoratori della Sogin, si è commissariata l’azienda fino a quel momento guidata dall’amministratore delegato, ingegner Emanuele Fontani, e dal presidente, ingegner Luigi Perri.

Il provvedimento di commissariamento e le nomine

Con il Decreto Legge n. 73 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.143 del 21 giugno 2022, all’articolo 34, il precedente Governo ha sancito l’istituzione del provvedimento di commissariamento nominando, in data 19 luglio 2022, commissario la dott.ssa Fiamma Spena e due vice, il dott. Giuseppe Maresca e la prof.ssa Angela Bracco. Incarichi che, fino a quel momento, avrebbero fatto ben presagire ad un possibile cambiamento nella gestione dell’azienda, ma che con il senno di poi parrebbero essersi rivelati più come un passare dalla padella alla brace.

Quando il rimedio si dimostra peggiore del problema

Sogin

Infatti, è cosa risaputa che in molti casi, sia accaduto di rendersi conto, purtroppo in ritardo, che il rimedio trovato per una situazione divenga anche peggiore del problema iniziale che si sarebbe voluto risolvere. Ad avvallare questa considerazione è stato il vedere che i commissari – come potremmo definirla, vediamo un po’…, ah ecco! – con una strategia lungimirante, che ne farebbe comprendere il netto cambio di passo rispetto al pregresso, abbiano nominato l’ex amministratore delegato, Emanuele Fontania capo dell’elaborazione e monitoraggio del piano di accelerazione dei lavori per lo smantellamento delle centrali nucleari.

Il piccolo dettaglio

Che ci sarebbe di strano in tutto questo? Un piccolo irrilevante dettaglio, ma proprio irrisorio e trascurabile, rappresentato dalla minuzia che con un atto formale di commissariamento, di fatto, si sarebbero sancite l’inidoneità nella gestione dell’azienda e l’incapacità, anche, del suo amministratore delegato, nello svolgere l’attività di avanzamento dei lavori di smantellamento.

I commissari nominano il commissariato

Quindi ci si ritroverebbe dinanzi all’anomala circostanza – chissà se dalle parti del Governo Meloni se ne siano resi conto o ne siano a conoscenza – in cui dei commissari nominano proprio la figura commissariata a capo di ciò per cui si impose la loro stessa gestione commissariale. Come si potrebbe definire tutto ciò, se non un ennesimo capolavoro?

Il segnale del non cambiamento

Una concreta risposta, quella che sarebbe stata data dai commissari, che farebbe presagire un chiaro segnale, un significativo non cambiamento rispetto alle dinamiche del passato e dimostrerebbe, sia all’esterno che all’interno della Sogin, che l’andazzo non sarebbe per niente mutato. Naturalmente si sa, quando viene compiuto un capolavoro, non è escluso che con il giusto talento e la feconda creatività, se ne possa compiere un altro ancora.

La notizia della risoluzione del contratto Cemex

Sogin

E a quanto pare le aspettative non sarebbero state disattese. Recentemente, un certo clamore e una certa perplessità l’avrebbe creata la notizia della risoluzione del contratto, tra la Sogin e il Consorzio stabile Teorema, riguardante il progetto “Cemex” (Cementazione EurEX). L’impianto, oggetto di molteplici ritardicosti e dubbi di gestione, in cui le scorie liquide di Saluggia sarebbero dovute essere cementate e condizionate.

Il contenzioso che si potrebbe ripercuotere sulla stessa Sogin

Tale decisione sembrerebbe essere stata resa pubblica, dalla commissaria, dott.ssa Fiamma Spena, che anticipandola verbalmente, prima di averla eseguita di fatto, avrebbe posto il consorzio nelle condizioni vantaggiose di risolvere per primo il contratto. Il Consorzio stabile Teorema avrebbe così eseguito una risoluzione in danno contestando il progetto, con l’inevitabile nascita di un contenzioso, che con i tempi attuali si preannuncia poter durare non meno di 5 o 7 anni, con risvolti che si potrebbero, al di là di chi abbia ragione o meno, ripercuotere nei confronti della stessa Sogin.

La perdita di una parte di denaro pubblico anticipato per i lavori

Sogin

Lo scenario, che a questo punto si profilerebbe all’orizzonte, sarebbe la recondita possibilità di riprendere solo il 10% del valore del contratto stesso, pari a circa un terzo della cospicua somma anticipata. Un contratto, aggiudicato al Consorzio, composto dal raggruppamento di imprese denominato “Cemex 2023”, pari a 106 milioni di euro, di cui risulterebbero essere anticipati oltre 30 milioni di euro, proprio sotto la gestione dell’ex amministratore delegato della Soginpoi commissariato, ing. Emanuele Fontani.

Oltre il danno la beffa

Una situazione, vista la condizione di urgenza per la messa in sicurezza dei rifiuti liquidi del sito Eurex di Saluggia, che oltre al danno configurerebbe la beffa, rappresentata dagli ulteriori possibili gravi ritardi nella ripartenza dei lavori con delle imprese più adeguate. In sostanza sembrerebbe che sia stata una comunicazione che si sarebbe nel prosieguo rivelata errata, per tempistica strategica, nello stesso interesse della Sogin e dei suoi lavoratori.

Il mancato tempismo nel risolvere il contratto e la circostanza

Alla fine della fiera tutto ciò dimostrerebbe anche una certa ingenuità, da parte dei commissari stessi, nel non essere intervenuti con tempismo già da prima, su un contratto così importante e oneroso come quello del Cemex, sotto i riflettori da tempo. Senza trascurare, inoltre, un dettaglio che lascerebbe più di qualche imbarazzo nella vicenda, dato dal fatto che già dal 21 dicembre 2021, l’ex amministratore delegato, oggi commissariato, avrebbe rivestito ad interim anche il ruolo di direttore legale e non sia intervenuto per tempo, malgrado i ritardi, facendo risparmiare denaro ai cittadini che da anni sostengono le risorse finanziare della Sogin.

I dubbi

Il tutto porterebbe a riflettere anche sul ruolo e le capacità di alcuni dirigenti, di cui in precedenza si sarebbe avvalso l’ex amministratore delegato e di cui si avvarrebbe oggi l’Organo commissariale. In effetti, più di qualche dubbio affiorerebbe alla mente di chiunque, in tal senso, anche perché parrebbe davvero curioso che sia il direttore che in azienda si occupa del legale dal 19 luglio 2022, che quello preposto all’amministrazione, finanza e controllonon abbiano agito tempestivamente.

Nessuno si sarebbe posto il problema?

Come mai non si sarebbe proceduto, nel primo caso, a suggerire di risolvere dapprima il contratto in questione e, nel secondo caso, perché non si sarebbe avvertito prontamente di escutere la fideiussione rilasciata dal consorzio aggiudicatario dei lavori? Per davvero nessuno si sarebbe posto, in Sogin, il problema che tutto questo metterebbe in seria discussione la possibilità di recuperare l’intera ingente somma versata e potrebbe rappresentare una sorta di riduzione della liquidità aziendale?

L’assenza di una logicità di azioni

Una situazione davvero eccentrica che porterebbe ad interrogarsi sui fatti accaduti e sull’assenza di una logicità di azioni in essi, alla pari di un’opera di Luigi Pirandello. Chissà che opera interessante avrebbe scritto, a tal proposito, il noto drammaturgo su queste vicende della Sogin? Certamente non sarebbe mancata una buona dose di contraddizioni ironiche, nel suo stile, dove magari, in forma tragicomica avrebbe fatto diventare coordinatore di una squadra per la ripartenza del progetto Cemex, proprio chi, come responsabile del legale dell’azienda, in tempi non sospetti, avrebbe dovuto consigliare da subito la risoluzione del contratto sul medesimo progetto.

La teoria pirandelliana del “contrario”

Sarebbe inutile dire a questo punto che, se si fosse verificato davvero nella realtà Sogin, sarebbe stato un ulteriore capolavoro dell’attuazione della teoria pirandelliana del contrario”, cioè della situazione contraria a quella che dovrebbe esattamente essere. Teoria sul quale perfino il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dovrebbe pur porsi qualche domanda, dopo gli ultimi eventi che sarebbero accaduti nella Sogin.

La necessità dell’intervento del Governo Meloni

Se non sarebbe necessario, da parte del presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, intervenire sull’attuale Gestione commissariale con la sua sostituzione, senza nulla togliere alla professionalità dei tre commissari, maturata pur nei loro campi, ma che minimamente sembrerebbe aver a che fare con un profilo esperto di società industriali, quale la Sogin è,  con particolare riferimento alle competenze ed esperienze necessarie in un settore così delicato e strategico quale il nucleare.

La domanda sorge spontanea

Se tutto ciò non farebbe sorgere, anche nei più scettici, l’inevitabile indiscreta domanda: si potrebbe essere verificato il caso che, prima della caduta del precedente Governo, la terna commissariale sia stata nominata semplicemente per occupare delle posizioni e salvaguardarne altre aziendali? “Nessuna domanda risulta essere più difficile di quella la cui risposta è ovvia“.

Pubblicato su: Eurocomunicazione

Foto © Eurocomunicazione; QdS; Lavori Pubblici; CronacaQui; La Voce; Seminario Interdiocesiano; Aforismi Celebri; Luce

Informazioni su Alessandro Cicero 89 Articoli
Alessandro Cicero è nato in Africa settentrionale, da genitori italiani di origine siciliana, si è trasferito da piccolo nella città di Salerno, oggi vive a Roma.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*